Kamasutra

Nel 2020, possiamo affermare con quasi assoluta certezza che dai millennial fino alle persone più attempate, tutti, conoscano il “Kamasutra”.
Riavvolgiamo un istante, parlare di conoscenza generica è sbagliato: tutti ne conosciamo il nome.
Chi più, chi meno, ne ha tratto ispirazione per aggiungere una nota intrigante e speziata ai suoi rendèz-vous amorosi, ma sinceramente, quanti possono dire di conoscerne approfonditamente al background storico-culturale? La risposta, semplice quanto disarmante, è semplice: nessuno.

Potremmo dedicare ore a discutere di come la cultura moderna ed i falsi pudori, ci abbiano, coscientemente o meno, educati a trattare la nostra sfera sessuale con una certa superficialità.

Forse per questa ragione, il Kamasutra, giunge alla maggior parte di noi, banalmente come un manuale delle posizioni. Questa concezione del testo, inutile dirlo, è ben lontana dalla realtà e tende a svilire il valore originale e lo scopo di una delle opere più importanti del sanscrito antico.

Rimediamo, partiamo dal principio.

Il testo integrale,  “Vātsyāyana Kāma Sūtra”, letteralmente traducibile con “Aforismi sull’amore di Vātsyāyana” è attribuito nella sua versione integrale a Mallnaga Vātsyāyana. Suddiviso in sette volumi, si compone di 1250  versi ed espone quali, secondo l’autore, sono i purushartha, ovvero gli scopi che ogni uomo dovrebbe aspirare a perpetrare nel corso della sua vita al fine di raggiungere una vita piena.

Artha, vale a dire il benessere sia fisico che economico.
Kama, il desiderio, il piacere, di cui appunto andremo ad interessarci in seguito.
Dharma, l’etica atta a raggiungere l’equilibrio tra Artha e Kama.
Infine, il Moksha, la liberazione dal mondo materiale ed il pieno raggiungimento della coscienza di sé stessi.

Già queste informazioni, sono sufficienti a comprendere quanto, l’idea che vuole il kamasutra come semplice manuale delle posizioni per fare l’amore, sia ingannevole.
Le celeberrime 64 posizioni, contenute nel secondo libro, infatti, occupano appena il 20% del testo integrale.

Detto questo, è proprio il Kama, che andremo ad approfondire in questa rubrica di Just secret Dreams.

Kāma, nella cultura indiana, è il Deva ossia la divinità, del piacere, del desiderio, e dell’amore,  dedito alla protezione della carnalità e della passione.

Leggenda vuole che il Dio Shiva, innamoratosi del suo corrispettivo femminile,  avesse con lei scoperto il piacere della sessualità e della gioia interiore che ne scaturiva.
Affascinato, decise di eternare la sua esperienza  in ambito sessuale dettandone i fondamenti al suo servo, Nadin.

Kamasutra, dunque, raccoglie i segreti della sessualità, dell’amore, passando per corteggiamento, seduzione, tradimento e parafilie.
Tuttavia è necessario specificare gli intenti originali dell’autore, che vede e ci chiede di guardare il contenuto del testo alla maniera orientale,  privo dunque di malizia ed oscenità.
Va dunque inteso come compendio fondamentale al raggiungimento di una vita sentimentale appagante e dell’estasi sensoriale.

Concluso questo breve articolo introduttivo, nei prossimi giorni scopriremo un passo dopo l’altro il contenuto del libro secondo, affrontando non solo le 69 posizioni indicate come migliori per fare l’amore, ma anche gli argomenti satellite meno conosciuti del testo.