Da certi suoni della voce e del riso, da certi gesti, da certe attitudini, da certi sguardi ella esalava, forse involontariamente, un fascino troppo afrodisiaco.
 Gabriele D'Annunzio

Afrodisiaco, dal nome di Afrodite, divinità della Grecia antica protettrice dell’amore, della lussuria, della sessualità e dell’estetica.
Per afrodisiaco intendiamo una qualsiasi sostanza, di origine naturale o artificiale che sia, assunta per migliorare le prestazioni sessuali, sublimare la lussuria ed esaltare la libido.
Risulta sicuramente interessante approfondirne la storia scavando nelle tradizioni con radici più antiche, scoprire come l’uomo, abbia investito gli afrodisiaci di un ruolo vitale: quello di preservare intatta la propria libido, la propria energia psichica.

Premesso questo, è facile comprendere come gli afrodisiaci, ammesso che non si rivelassero dannosi per la salute, abbiano seguito il corso della storia di pari passo con l’evoluzione dell’essere umano, dando sollievo alla forte componente psicologica coinvolta nella sua sessualità.

Dagli Egizi che iniziarono esaltando le raffinate proprietà afrodisiache di giglio d’acqua, ninfea, melograno e mandragora così come dei  cibi piccanti quali vino al coriandolo e zenzero, passiamo alla conoscenza di canti dei poeti Ellenici, quali Esodo che ritenevano la nascita di Afrodite frutto della spuma del mare fecondata dai testicoli di Urano, scagliati nell’oceano da Crono, suo figlio.

Nella Roma antica i così detti “Amatoria pocula”, ossia i filtri d’amore, divennero una vera e propria piaga sociale, risultando spesso tossici anche se non letali per l’organismo, tanto che l’imperatore Vespasiano fu costretto ad emanare un decreto che condannava a morte chiunque preparasse o commercializzasse afrodisiaci.

Passando per falsi pudori opposti agli eccessi del libertino ‘700 arriviamo ai tempi moderni, in cui il potere degli afrodisiaci su di noi resta immutato , ancora capace di amplificare il nostro desiderio sessuale, immaginare, sublimare l’erotismo in un misto di fantasie ed attese, per confermare ancora una volta quanto la sessualità umana sia mossa da pulsioni ben più grandi di un semplice atto meccanico.